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Intelligenza artificiale per piccole imprese: da dove iniziare

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Intelligenza artificiale per piccole imprese: da dove iniziare

Se alla parola "intelligenza artificiale" vi vengono in mente robot, programmi complicati e sistemi costosi, non siete i soli. Eppure per chi ha una bottega l'intelligenza artificiale è quasi sempre una cosa molto più semplice: mentre state finendo un taglio, impastando o servendo un cliente al banco, qualcuno risponde al posto vostro al messaggio "Siete aperti oggi?" arrivato sul telefono. In questa guida vediamo, senza giri di parole, a cosa serve davvero, cosa non sa fare e da dove potete partire senza rischiare nulla.

Mettiamo prima la paura sul tavolo

Quando si parla di intelligenza artificiale con chi gestisce un'attività, tornano sempre le stesse tre preoccupazioni. La prima: "Mi toglierà il lavoro?" La seconda: "Io di tecnologia non capisco niente, non fa per me." La terza: "Il mio cliente non ha voglia di parlare con un robot."

Sono tre domande legittime e tutte e tre hanno una risposta onesta. Alla fine di questa guida vedrete che l'intelligenza artificiale non sostituisce il vostro mestiere: è un aiutante che sta dietro ai messaggi nelle ore in cui voi non potete stare attaccati al telefono. Esistono versioni che non richiedono alcuna competenza tecnica e, se è impostata bene, il cliente resta soddisfatto perché ha ricevuto una risposta rapida e corretta.

A cosa serve davvero l'intelligenza artificiale in bottega

Parliamo di cose concrete. Ecco i vantaggi più chiari che un'attività può ottenere oggi.

Risposte ai messaggi 24 ore su 24

I vostri clienti ormai non chiamano più: scrivono su WhatsApp. "Quanto costa?", "A che ora chiudete?", "Avete posto domani?" sono messaggi che arrivano a qualsiasi ora, e voi non potete mollare quello che avete tra le mani per rispondere. Un assistente basato sull'intelligenza artificiale risponde subito a nome della vostra attività. Il messaggio della sera non resta lì fino al mattino e la domanda arrivata a tarda ora non spinge il cliente a bussare alla porta accanto. Che ogni messaggio senza risposta abbia un prezzo lo abbiamo spiegato in dettaglio nell'articolo quanto costa rispondere in ritardo ai messaggi dei clienti.

Prenotazioni e ordini

L'intelligenza artificiale non fa solo conversazione: lavora. Se il cliente scrive "Sabato pomeriggio siete liberi?", può fissare l'appuntamento; se dice "Vorrei un menù per due", può raccogliere l'ordine. Vale per il barbiere come per l'officina, per la pasticceria come per l'agenzia immobiliare: per chiunque prenda lavoro via messaggio.

Le stesse domande, ripetute all'infinito

Ogni attività ha cinque o dieci domande a cui risponde decine di volte al giorno: indirizzo, orari, fascia di prezzo, servizi offerti. L'intelligenza artificiale risponde usando le informazioni della vostra attività. Sistemi come WpAsis analizzano il vostro sito e costruiscono una base di conoscenza specifica per voi: l'assistente non dice frasi generiche, dice quello che vale davvero nel vostro negozio. In più può rispondere in qualsiasi lingua scriva il cliente, il che in una zona turistica è già di per sé un bel sollievo.

Cosa non sa fare: un elenco onesto

Non vi dipingiamo un quadro perfetto. Quello che l'intelligenza artificiale non sa fare conta quanto quello che sa fare:

  • Non fa il vostro mestiere. Il taglio lo fate voi, il motore lo riparate voi, la pasta la stendete voi. L'intelligenza artificiale non conosce l'artigianato.
  • Non guarda il cliente negli occhi. Il rapporto di persona, la fiducia costruita negli anni, le quattro chiacchiere di quartiere: da un software non potete aspettarvele.
  • Non gestisce l'attività al posto vostro. Che merce comprare, a chi lasciare un conto aperto, cosa insegnare all'apprendista: non è lei a deciderlo.
  • Non sa quello che non le avete insegnato. Non aspettatevi risposte certe su argomenti che non stanno nella base di conoscenza. Per questo nei sistemi fatti bene le conversazioni si seguono dal pannello e, quando serve, subentrate voi come persona.

In breve: l'intelligenza artificiale non è il titolare della bottega, è l'aiutante che gestisce il traffico di messaggi alla porta.

"Mi toglie il lavoro?" La risposta sincera

No, perché il vostro lavoro non è rispondere ai messaggi. Voi siete barbieri, ristoratori, meccanici: rispondere ai messaggi non è il mestiere, è la scocciatura che ve lo interrompe. Ed è esattamente questo che l'intelligenza artificiale si prende: scrivere dieci volte al giorno la stessa risposta, correre al telefono mentre state lavorando, perdere il messaggio arrivato di sera.

Guardatela così: se assumeste una persona alla reception, non perdereste il vostro lavoro; anzi, dedichereste più tempo a quello che sapete fare. Un assistente basato sull'intelligenza artificiale funziona con la stessa logica, con la differenza che non ha orario. Se il confronto vi incuriosisce, nell'articolo receptionist o assistente AI? abbiamo messo le due opzioni a paragone.

Quello che cambia è un'altra cosa: la distanza tra chi non riesce a stare dietro ai messaggi e chi risponde all'istante si sta allargando. L'intelligenza artificiale non vi toglie il lavoro; ma il collega della via accanto che la usa può prendersi il cliente che voi avete lasciato senza risposta.

Il primo passo: usi a basso rischio

Per iniziare non dovete consegnare l'attività a nessuno. Andate avanti per passi piccoli e facili da annullare.

1. Partite dalle risposte ai messaggi

È l'uso meno rischioso di tutti. Fate rispondere l'assistente solo alle domande frequenti: indirizzo, orari, elenco dei servizi. Se qualcosa va storto, avete perso un messaggio e basta: lo vedete dal pannello e correggete. Immaginate una bottega che riceve trenta messaggi al giorno: se gran parte sono sempre le stesse tre o quattro domande, quel peso vi si toglie di dosso già dal primo giorno.

2. Poi attivate prenotazioni e ordini

Quando con le risposte avete preso confidenza, il secondo passo sono appuntamenti e ordini. Il cliente chiede giorno e ora, l'assistente fissa l'orario disponibile e voi guardate semplicemente la lista dal pannello. Come funziona questo passaggio, per chi non ne può più di gestire l'agenda al telefono, lo abbiamo raccontato nella guida al passaggio dall'agenda cartacea al digitale.

3. Tenete sempre il controllo

In un buon sistema vedete tutte le conversazioni dal pannello. Se le risposte dell'assistente non vi convincono, aggiornate le informazioni; se una conversazione è delicata, entrate voi e scrivete al cliente di persona. L'intelligenza artificiale non è una delega in bianco: le redini restano in mano vostra.

Un piano di partenza semplice

Se ancora non sapete da dove cominciare, seguite questi quattro passi:

  1. Osservate i vostri messaggi per una settimana. Quali domande si ripetono, in quali orari vi sfuggono i messaggi: prendete nota.
  2. Scrivete le 10 domande più frequenti con le relative risposte. Questa lista diventa il nucleo della base di conoscenza dell'assistente. Se avete un sito, il sistema si alimenta anche da lì.
  3. Fate una prova. Con WpAsis l'attivazione parte dalla scansione di un codice QR: non serve scrivere codice né avere competenze tecniche, e il vostro numero WhatsApp resta lo stesso.
  4. Seguite la prima settimana dal pannello. Leggete le risposte dell'assistente, aggiungete le informazioni che mancano. Alla fine della settimana avrete visto con i vostri occhi se il sistema fa per voi.

Il bello di questo percorso è che in nessuno di questi passi c'è un investimento grosso o una decisione irreversibile. Se non vi convince, smettete; se vi convince, l'assistente è ormai parte della bottega.

Domande frequenti

Servono competenze tecniche per usare l'intelligenza artificiale?

No. Con sistemi come WpAsis l'attivazione consiste nel collegare il vostro numero WhatsApp scansionando un codice QR. Non dovete scrivere codice, installare programmi o capire di informatica. Chiunque sappia usare WhatsApp dal telefono è in grado di farlo.

I miei clienti si infastidiscono se capiscono che parlano con un robot?

Al cliente interessa soprattutto ricevere una risposta rapida e corretta. Chi scrive alle 23 "domani siete aperti?" è contento di avere una risposta subito, invece di aspettare fino al mattino. Inoltre, dato che potete seguire le conversazioni dal pannello e subentrare quando volete, il lato umano del dialogo non si chiude mai del tutto.

Cosa succede se l'intelligenza artificiale dà una risposta sbagliata?

L'assistente parla con le informazioni che gli avete dato e con la base di conoscenza costruita dal vostro sito: si appoggia ai vostri dati, non se li inventa. Se comunque notate una risposta incompleta o errata, ve ne accorgete dal pannello e correggete l'informazione; da quel momento l'assistente risponde con la versione aggiornata. Nelle conversazioni delicate potete entrare e proseguire voi. Per temi che toccano salute, aspetti legali o fiscali, rivolgetevi sempre a un professionista.

L'intelligenza artificiale è un costo pesante per una piccola attività?

Questo tipo di assistenti funziona di solito con un abbonamento mensile: non c'è un grosso investimento iniziale, si paga finché lo si usa. Quando valutate il costo, mettete sul piatto anche il prezzo del cliente perso: ogni messaggio di prenotazione o ordine rimasto senza risposta è un costo che pagate in silenzio. Per i prezzi aggiornati potete consultare wpasis.com.

L'intelligenza artificiale è uno strumento che sta accanto a chi lavora, non contro di lui: basta partire dal punto giusto. Se volete vedere nella vostra bottega il primo passo meno rischioso di tutti, cioè la risposta ai messaggi, visitate wpasis.com: l'attivazione parte da un codice QR e l'assistente si mette al lavoro sul vostro numero WhatsApp attuale.

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